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Mons. Daniele Gianotti
Vescovo di Crema

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Interventi

Inaugurazione comunità contemplativa a Bolzone

Inaugurazione della piccola comunità contemplativa a Bolzone

(monache carmelitane)

 

domenica 22 settembre 2013

 

Ringrazio e benedico il  Signore per questo giorno, aurora di speranza per la nostra Chiesa di Crema, che si arricchisce di una comunità monastica, dedita al servizio delle anime attraverso la preghiera continua. Due sorelle carmelitane, che ci devono diventare familiari, (donateci dal Signore e dalla Chiesa di Torino, che ce le affida come un tesoro prezioso), incominciano oggi ufficialmente una piccola comunità contemplativa, che dimorerà per qualche tempo nella casa parrocchiale di Bolzone, in attesa di trasferirsi, se Dio lo vorrà, al santuario del Binengo di Sergnano.

          Non possiamo passare sotto silenzio questo giorno di inizio ufficiale della comunità, che    diventa un segno di profezia per tutti.

La nostra Chiesa viene così ad arricchirsi di una presenza di cui non poteva restare più a lungo priva, per sottolineare che essa è fondata non sulle nostre certezze, sulle programmazioni, e nemmeno sulle sole attività pastorali e caritative, nelle quali tra l’altro, a volte, si insinua anche molto orgoglio. La Chiesa, per portare frutto in basso, quindi nel nostro mondo, ha bisogno di avere radici in alto, deve cioè essere ancorata in Dio, perché è solo Lui che rende feconda la nostra opera, compreso l’impegno di evangelizzazione al quale siamo dediti, sacerdoti, religiosi e laici.

Certo, agli occhi dei più, anche tra i cristiani praticanti, è difficile riconoscere che una piccola comunità contemplativa è una grande grazia per la nostra diocesi.

          Abituati a considerare valido solo ciò che si realizza immediatamente, ciò che è        constatabile, ciò che produce, che “rende”, che è efficace, questa nuova presenza        monastica può aver suscitato qualche perplessità.  Io non posso certo convincere        nessuno: solo vorrei rimandarvi a ciò che Antoin de Exuperi, nel piccolo Principe, faceva            esclamare dalla volpe, rivolta al piccolo principe: “Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi!”.

Imparare a scoprire ciò che è essenziale e che rende bella, feconda e significativa l’esperienza di una Chiesa è il cammino di tutta una vita, richiede tempo, riflessione e anche un po’ di conversione. Sì, è necessario andare oltre le nostre certezze parziali, convertirsi da quell’auto sufficienza, che è orgoglio, che ci fa credere che basti il nostro impegno per cambiare dal di dentro il mondo, in particolare la Chiesa, e in essa le strutture, le famiglie, i cuori dei singoli.

Solo lo Spirito Santo può cambiare il cuore dell’uomo. Lui solo è capace di trasformare il nostro cuore di pietra in un cuore di carne; Lui solo è capace di rendere fecondo un terreno arido; Lui solo è capace di portare unità dove c’è divisione, scoraggiamento, tensioni, invidie di gruppo, pretese di autonomia o di supremazia. Solo lo Spirito Santo può donarci energie vivificanti da impegnare a servizio della nuova evangelizzazione, solo lo Spirito Santo può insegnarci a parlare di Dio in modo affascinante agli uomini di oggi e far comprendere che solo Cristo è in grado di soddisfare le eterne esigenze dell’uomo.

Ecco perché una comunità di vita contemplativa: perché a noi sia permesso di trovare le strade più opportune per parlare al cuore degli uomini del nostro tempo, con la loro lingua, secondo le loro aspirazioni, partendo dal loro vissuto, aiutarli a incontrare il Signore, così che si accorgano che essi sono amati, chiamati per nome, salvati dalla sua compassione, dalla sua misericordia.

Questa casa può diventare un vero “centro di ascolto”, frequentato da tante persone in ricerca di Dio, ma anche perché bisognose di essere accolte da qualcuno che poi riporti al  Signore i drammi umani confidati, le aspirazioni segrete del cuore, le ansie, le ferite e i fallimenti che rodono l’esistenza e che devono essere espressi per poter giungere alla riconciliazione del cuore e al perdono sacramentale di Dio.

Accogliamo perciò con gioia e riconoscenza queste nostre sorelle carmelitane: suor Emanuela Maria della Trinità e suor Maria margherita di Gesù, vero dono di Dio alla sua e nostra Chiesa che è in Crema.

Care sorelle: vivete intensamente con noi questo tempo straordinario, ricco di grazia, che il Signore ci dona attraverso i gesti e la testimonianza di Papa Francesco. Aiutateci con la vostra preghiera perché il  Signore Gesù sia amato e seguito da tutti i cristiani di questa terra. Accompagnate il cammino della nostra Chiesa di Crema, di cui da oggi fate parte. Sostenete i sacerdoti nel loro impegno apostolico; siate vicine con la vostra preghiera alle nostre famiglie perché siano luogo di comunione, di riconciliazione, di pace, prima scuola di evangelizzazione. Contribuite con la preghiera e con la vostra offerta sacrificale a fare in modo che le nostre parrocchie siano casa e scuola di comunione e che i laici, educati alla fede, siano una presenza vitale a servizio della nostra società. Aprite con la vostra preghiera i sentieri di coloro che cercano Dio, avanzando a tentoni, nel buio della loro notte, ma anche soccorrete coloro per i quali Dio è un estraneo e vivono come se non ci fosse. Non dimenticate i poveri, gli esclusi, le persone che soffrono nel corpo e nello Spirito, coloro che hanno perso la speranza.  E pregate anche per me perché il  Signore mi renda sempre più pastore secondo il suo cuore, sposo della Comunità che il  Signore mi ha affidato, legato profondamente ad essa.

Un ultimo indirizzo all’ unità pastorale di Ripalta Nuova, Zappello, s.Michele, e di Bolzone in particolare. Considerate un onore avere tra voi questa comunità monastica. Sentitela parte della vostra famiglia e credetela come una sorgente delle benedizioni di Dio sulla vostra zona e sulle vostre famiglie. E insieme benediciamo Dio, Padre del  Signore nostro Gesù Cristo, Padre misericordioso e Dio di ogni consolazione.

 

 

 

 

                       





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