Sentimenti di amore filiale e fraterno

Ecco la mia Crema, illuminata quella mattina da una gloria di sole senza nubi. La mia piccola città piena di vita, di grida, di canzoni, perchè era sabato, giorno di mercato...

   La Messa che dicevo era votiva della Madonna. La Mamma! Ogni parola mi ricordava la mamma, che non si sostituisce. Troverò laggiù tanti papà, troverò tanti fratelli. Ma una mamma no. La mamma è una, come uno è l'amore di Dio trasfuso nella mamma. Maria Vergine, fammi da mamma! (Ricordi della partenza,  )

 

Carissima mamma, non crediate che, perché non scrivo mai a voi direttamente, io non vi ricordi. Io quando scrivo lo faccio a tutta la famiglia, e metto il termine di “carissimi” per dire “carissima mamma, papà, fratelli e sorella”. Ma se vi ricordo proprio particolarmente! E come si può dimenticare la propria mamma? Di fratelli e sorelle se ne trova dovunque. Ma di mamma c’è proprio soltanto voi. (Lettera alla mamma, 10 luglio 1929)

 

La mamma mi dice che l’ho dimenticata perché non torno in Italia. Il che non è affatto e non può essere vero. Penso continuamente alla mia mamma e chissà cosa darei e farei per poterla rivedere.

(Lettera alla cognata Augusta, 20 aprile 1945)

 

Mi rattrista vivamente la notizia (della morte) del povero Ernesto. Non mi so rassegnare a questo terribile pensiero: che sia morto in mezzo a tanto tormento. Povero Ernesto! Spero proprio che la sofferenza avrà sempre più purificato l’anima sua e che ora sia proprio felice in Paradiso. Sono invece tanto contento che tutti gli altri, specialmente papà e mamma, abbiano attraversato felicemente la terribile prova. Avevo tanta paura di papà e mamma. Il Signore  ha avuto misericordia di me e di loro. (Lettera alla zia suor Gemma, 23 dicembre 1945)

 

 

Quando ero con voi, forse, non sono stato sempre così buono, paziente, amorevole ed amoroso con voi tutti, come avrei dovuto essere. Ma adesso, dopo vent’anni di assenza e di sofferenze e di ansie, mi son fatta un’anima diversa e sento di volere un gran bene a tutti, e vi penso continuamente di giorno e vi sogno continuamente di notte. Avete tutti una gran parte nel  mio povero, piccolo cuore. E se tornassi, vi saprei mostrare che è vero. (Lettera al fratello Giovanni, 28 febbraio 1946)

 

Carissimo Rodolfo, ricevo adesso la tua lettera e ti ringrazio proprio tanto del tuo interessamento per me. Già me lo potevo immaginare anche prima che tu saresti stato il più interessato per il tuo fratello maggiore, giacché sei stato quello che io ho curato di più, che ho portato di più in braccio quando eri piccino, che ho fatto giocare di più e con il quale mi sono anche divertito di più. Qualche cosa  deve essere rimasto di tutto questo, ti pare?  (Lettera del 24 aprile 1948)

 

Voi potete pure pensare che tutte le parole delle mie lettere sono specialmente per voi. E per chi volete che siano, se voi siete tutto per me in casa nostra, siete sopra anche il papà, che siete  la mamma, e quando si dice mamma si dice tutto?   Quando son partito, 25 anni fa, voi eravate ancor giovane florida, con le solite vostre rose sulle guance, con i bei capelli neri, proprio ancora come una giovanotta. Io ricordo voi come eravate allora, bella ancora, ed ho la vostra immagine fissa nei miei occhi, e son  sicuro che non se ne andrà via mai più. L’amore di un figlio come me vorrebbe che la mamma non invecchiasse mai. Preferisco avere nei miei occhi e nel mio cuore l’immagine di quando vi lasciai 25 anni fa. Noi qui si vive tanto di ricordi, ed il ricordo della vostra fisionomia di quando vi lasciai e di tutti gli anni che vissi con voi, e son 22 anni!, non mi lascia mai ed è la mia consolazione (Lettera alla mamma, 13 giugno 1950)